15) Jung. Il S.
Il S rappresenta - secondo Jung - l'unit e la totalit della
personalit nella sua parte conscia e in quella inconscia. La
realizzazione del S costituisce la meta ideale della terapia
junghiana, che segue il difficile cammino del paziente verso la
propria autorealizzazione.
C. G. Jung, Tipi psicologici (vedi manuale pagina 262).
In quanto concetto empirico denomino il S come il volume
complessivo di tutti i fenomeni psichici nell'uomo. Esso
rappresenta l'unit e la totalit della personalit considerata
nel suo insieme. In quanto per quest'ultima, a causa della sua
componente inconscia, pu essere conscia solo in parte, il
concetto del S , propriamente parlando, potenzialmente empirico
e quindi , allo stesso titolo, un postulato. In altri termini,
esso abbraccia ci che  oggetto d'esperienza e ci che non lo ,
ossia ci che ancora non  rientrato nell'ambito dell'esperienza.
Esso ha queste qualit in comune con moltissimi concetti peculiari
delle scienze naturali i quali sono piuttosto semplici nomi che
non idee. Poich la totalit che consta di contenuti sia coscienti
che inconsci,  un postulato, il suo concetto  trascendente; per
ragioni empiriche infatti essa presuppone l'esistenza di fattori
inconsci, e caratterizza con ci un'entit che solo in parte pu
venire descritta, ma che per quel che riguarda l'altra parte
rimane pro tempore inconoscibile e non delimitabile. Poich in
pratica esistono fenomeni della coscienza e dell'inconscio, il S,
in quanto totalit psichica, possiede tanto un aspetto cosciente
quanto un aspetto inconscio. Empiricamente il S appare nei sogni,
nei miti e nelle favole in una immagine di personalit di grado
superiore, come re, eroe, profeta, salvatore eccetera; oppure di
un simbolo della totalit, come il cerchio, il quadrato, la
quadratura del circolo, la croce eccetera Rappresentando una
complexio oppositorum una sintesi degli opposti, esso pu apparire
anche come diade unificata, quale  per esempio il Tao, fusione
della forza yang e della forza yin, come coppia di fratelli oppure
sotto l'aspetto dell'eroe e del suo antagonista (drago, fratello
nemico, nemico mortale, Faust e Mefistofele eccetera). Ci vuol
dire che sul terreno empirico il S appare come un giuoco di luce
e di ombra, quantunque concettualmente esso venga inteso come un
tutto organico e quindi come un'unit nella quale gli opposti
trovano la loro sintesi. Poich un concetto del genere si sottrae
a ogni rappresentazione -tertium non datur: esso  anche, per
questa stessa ragione, trascendente. Da un punto di vista logico,
esso sarebbe anzi una speculazione oziosa, qualora non stesse a
designare e a denominare i simboli unitari che ricorrono sul piano
empirico. Il S non  un'idea filosofica, giacch non contiene
l'affermazione di una sua propria esistenza, cio non si
ipostatizza. Da un punto di vista intellettuale esso possiede solo
il valore di una ipotesi. Per contro, i suoi simboli empirici
possiedono assai spesso una notevole numinosit (per esempio il
mandala), vale a dire un originario valore affettivo (per esempio
Dens est circulus.., la tetrade pitagorica, la quaternit
eccetera) rivelandosi in tal modo una rappresentazione archetipica
che si differenzia da altre rappresentazioni di tal genere in
quanto occupa una posizione centrale in modo conforme
all'importanza del suo contenuto e della sua numinosit.
C. G. Jung, Tipi psicologici, Boringhieri, Torino, 1968, pagine
467-468.
